Nel mio ultimo articolo avevo scritto come la sinistra radicale dimostri di rimanere attaccata al suo odio contro Berlusconi e affini, nonostante la totale sconfitta subita alle ultime elezioni che sembrava sancire la fine di una certa maniera ideologizzata di fare (o non fare) politica. Scrivevo che a ruota seguiva l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro, anche lui più che mai afflitto da patologie varie di antiberlusconismo ormai inguaribili, mentre mi auguravo che il "nuovo" Partito Democratico di Walter Veltroni (detto "Uolter se po' fa'") si fosse avviato veramente verso il dialogo costruttivo con il nuovo esecutivo dimenticando le vecchie ideologie comuniste di un tempo per il bene del paese. Putroppo anche questa ultima speranza è durata poco...
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22 maggio 2008
Malati cronici di antiberlusconismo
14 maggio 2008
Esempi di ultimi vagiti di totalitarismo comunista
Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l'evento e si sarebbero fatte un bell'esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato... Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.
06 maggio 2008
L'ultima (si spera) "Viscata"
Eravamo convinti di esserci liberati una volta per tutte di questo ultimo governicchio Prodi prima sfiduciato e poi spodestato definitivamente con le ultime elezioni, ma invece alcuni suoi rappresentati (dimostratisi sempre tra i più "intrapendenti" devo dire) invece di occuparsi solo dell'ordinaria amministrazione (come vorrebbe la nostra Costituzione) prima di lasciare definitivamente i loro uffici (direi mentre erano proprio sulla porta) hanno ben pensato di lasciarci qualche ricordo fondato sulle loro malate ideologie... giusto per...
04 maggio 2008
Breve guida alla retorica degli sconfitti
Apprezzo e riporto questa a mio avviso stupenda analisi di Dino Cofrancesco da www.loccidentale.it , riguardo l'impossibiltà della parte uscita perdente da queste ultime elezioni di ammettere il fallimento della loro retorica e comprendere cosa è accaduto.
Le ultime elezioni politiche hanno approfondito l’abisso tra ‘paese reale’ e ‘paese intellettuale’. Se si fosse votato nelle Università—e soprattutto nelle Facoltà umanistiche--, negli istituti di cultura, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi (Mediaset compresa!), negli uffici editoriali, il centro-destra forse non avrebbe superato la soglia di sbarramento che ha penalizzato l’Arcobaleno. Avendo, invece, esteso il diritto elettorale alle ‘masse’—nel significato dato al termine da José Ortega y Gasset ne La rebellion de las masas—l’esito della chiamata alle urne è stato assai diverso. Non pertanto gli sconfitti si rassegneranno alla débacle.
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03 maggio 2008 - di Dino Cofrancesco
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01 maggio 2008
La Stazione Spaziale Internazionale
Oggi voglio scrivere qualcosa a proposito di uno dei miei diversi interessi: lo spazio e l'esplorazione dell'universo da parte dell'uomo; roba "tosta" specie se si va a trattare nei dettagli tutto lo studio e l'ingegno umano che questo comporta.
Potrei dunque farla molto lunga (per questo rimando però volentieri ad un bella ricerca su Google) ma vorrei limitarmi a parlare degli uomini che orbitano ogni giorno intorno alla terra nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), uomini di cui spesso dimentichiamo l'esistenza, l'intelligenza, il rischio, il coraggio e l'importanza delle loro gesta.
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