La Stazione Spaziale Internazionale
1 Maggio 2008
Oggi voglio scrivere qualcosa a proposito di uno dei miei diversi interessi: lo spazio e l’esplorazione dell’universo da parte dell’uomo; roba “tosta” specie se si va a trattare nei dettagli tutto lo studio e l’ingegno umano che questo comporta.
Potrei dunque farla molto lunga (per questo rimando però volentieri ad un bella ricerca su Google) ma vorrei limitarmi a parlare degli uomini che orbitano ogni giorno intorno alla terra nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), uomini di cui spesso dimentichiamo l’esistenza, l’intelligenza, il rischio, il coraggio e l’importanza delle loro gesta.
La stazione spaziale ha ormai raggiunto una ragguardevole grandezza tanto che può essere molto facilmente individuata nel cielo ad occhio nudo mentre velocemente lo attraversa orbitando la terra. La sua costruzione e il suo mantenimento hanno richiesto fino ad oggi sforzi enormi a tante nazioni tra cui anche l’Italia, con altissime tecnologie impiegate, grandi rischi (per le macchine ma prima di tutto per l’uomo) e soprattutto tanti “cervelli” che credo meritino tutta la nostra ammirazione.

(immagine da NASA.gov)
Attualmente nella stazione vivono insieme almeno tre astronauti che si alternano il posto con nuovi arrivi in periodi variabili tra uno e oltre sei mesi; questi incredibili uomini (e anche donne per essere precisi) rimangono lassù per tempi lunghissimi fluttuando all’interno di questo loro “laboratorio spaziale” (che è anche la loro casa) e compiendo ricerche ed esperimenti di ogni genere: studi sulla gravità, sul corpo umano, sulle cellule, analisi chimiche e biologiche, crescita di microorganismi e piante nello spazio, e molto altro.
La domanda che molti si pongono è: a cosa serve tutto questo? … Tutto questo oltre ad avere un fascino particolare (che mi lascia sempre a bocca aperta) è utile per il fatto che molti studi scientifici richiederebbero costi enormi o addirittura sarebbero impossibili da compiere sulla terra mentre le condizioni dello spazio (vuoto e assenza di gravità) permettono che siano portati a termine più facilmente e velocemente aiutando il progresso umano. Oltre a questo c’è da considerare il fatto che indubbiamente in un futuro spero lontano (molto lontano) l’uomo sarà costretto a lasciare il nostro povero pianeta in cerca di altre risorse che gli permettano di proseguire la sua esistenza, e studiare il migliore modo di sopravvivere in ambienti ancora a noi ostili come lo spazio (o magari come anche su altri pianeti) è ormai un percorso obbligato.
L’assemblaggio della stazione spaziale sta proseguendo anche in questi mesi e nuovi componenti saranno inviati probabilmente alla fine di questo mese (maggio 2008) a bordo dello Space Shuttle della NASA (l’ente spaziale degli Stati Uniti d’America). Queste operazioni di assemblaggio sono a loro volta condotte per mezzo delle più alte tecnologie oggi disponibili all’uomo e tramite non poco rischiose “passeggiate spaziali” effettuate da astronauti con speciali tute pressurizzate. I prossimi “moduli” che saranno agganciati alla stazione spaziale fanno parte di un progetto del Giappone e permetteranno anche a questa nazione (dopo U.S.A. , Russia, Canada e l’Europa) di condurre i propri esperimenti e studi nello spazio.
Entro il 2010 è previsto il completamento della costruzione della Stazione Spaziale Internazionale con il ritiro dal servizio dell’ormai obsoleto Space Shuttle; la “navetta cargo spaziale” costruita e utilizzata fino ai massimi limiti (e purtroppo non senza rischi e perdite umane) per permettere la creazione della stazione spaziale. Alla fine sarà possibile ospitare stabilmente nella stazione fino a sette astronauti di diverse nazioni, impiegati nel proseguire per almeno un altro decennio vari studi ed esperimenti, nonché a permettere l’utilizzo della stessa come base di partenza per future esplorazioni umane della Luna e di Marte.
Spero di trovare presto il tempo per scrivere ancora a proposito di questa grandiosa avventura umana in continua e incredibile evoluzione.





feed RSS
il 3 Maggio 2008 alle 18:35
Pensare che lassù in alto.. nello spazio ci sono uomini che vivono e lavorano per il progresso in condizioni difficili.. da un lato mi affascina moltissimo e dall’altro mi fa pensare quanto coraggio ci voglia per fare certe cose. Le immagini poi delle loro passeggiate spaziali sono a dir poco strabilianti..
il 8 Maggio 2008 alle 03:38
Immagina invece come doveva essere la vita sulla MIR. Quella sì che era un’avventura in tutti i sensi. Specie nell’ultimo periodo.