Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l’evento e si sarebbero fatte un bell’esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato… Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.

Buona parte di coloro che si identificano ancora nelle ideologie di sinistra estrema, anche se in parte migrati verso la cosidetta “sinistra riformista” del nuovo Partito Democratico o verso il rinato “giustizialismo” dell’Italia dei Valori, ancora non hanno capito cosa è successo e si ostinano anche di fronte ai fatti compiuti.

Non mi voglio perdere in spiegazioni e ragionamenti che in buona parte non sono nemmeno in grado di fare dato che analizzare tali menti contorte è per me spesso impossibile, ma utilizzando il grande mezzo che è Internet (e una bella ricerca su Google) e girando tra vari blog e forum politici della rete si trovano eclatanti esempi di tale ideologia purtroppo ancora più alimentata dalla sconfitta elettorale.

Un esempio molto attuale visto anche il recente nuovo imperterrito tentativo di delegittimare e infagare qualsiasi parte che non la pensi allo stesso modo, si trova nei vari blog dedicati a Marco Travaglio (specie dopo la sua recente accusa a Schifani), Beppe Grillo (reduce dalla sua ultima educativa giornata del “vaffanculo a tutti”), o Antonio Di Pietro (che ancora soffre per non essere riuscito a rovinare Berlusconi)… Personaggi ormai secondo me destinati a diventare gli “eroi moderni” della ideologia comunista e marxista che solo in Italia sembra sopravvivere a tali livelli.

Leggendo e ascoltando cosa queste menti e chi li supporta hanno da dire si ha una chiara visione della loro convinta e pregiudizievole superiorità intellettuale forse utilizzata per nascondere perfino a loro stessi grandi insicurezze e frustrazioni, dell’odio e della rabbia che per ragioni a me incomprensibili coltivano dentro di loro, dell’incapacità di vedere le cose sotto diversi punti di vista o di minimamente analizzare pensieri distanti dai loro, dello spesso malcelato razzismo verso coloro che non si “adeguano al loro pensiero unico” (ideologia purtroppo molto pericolosa), della demonizzazione e delegittimazione delle idee a loro contrarie, della loro incapacità di analizzare fatti o accadimenti in modo minimante oggettivo, della loro capacità di assumere come fondata qualsiasi informazione o tesi che sostenga i loro pregiudizi, della loro convinzione del dovere “inculcare” in qualche modo negli altri il loro “pensiero unico” perchè sola ragione e verità. Come si possa definire o comprendere tutto questo non lo so: non si tratta di semplice ignoranza, ma forse di un modo per sfogare la propria impotenza di fronte ai tanti ostacoli e problemi della vita? Se così fosse si tratterebbe sicuramente del modo meno costruttivo e più pericoloso che conosca per affrontare la questione, e nella mia ignoranza sulle soluzioni azzarderei perlomeno a consigliare loro un buon psicologo.

Voglio portare come ulteriore esempio di questa mia analisi un blog tra i tanti trovati online chiamato Il Termometro Politico , che mi sono trovato a seguire in questi ultimi giorni e nel quale ho anche inserito alcuni miei commenti principalmente cercando di valutare il tipo di reazioni e risposte a pensieri diversi da quelli espressi da chi lo gestisce e frequenta. Sicuramente si possono trovare molti blog politici ideologizzati strutturati in maniera simile nella rete, ma questo che appare ancora non troppo frequentato mi sembrava l’ideale per cercare di comprendere meglio un certo modo di ragionare (se così possiamo definirlo). Il risultato è stato abbastanza scontato purtroppo: trovando mentalità prevenute, stracolme di pregiudizi, chiuse, incapaci di analisi minimamente oggettive al di fuori dei loro schemi ideologici precostituti. La cosa per me più negativa e deprimente è che tale blog presenta pure fatti importanti e articoli interessanti (anche se al 99% ricavati da fonti esterne) che meriterebbero magari seri approfondimenti: putroppo invece nella tipica vecchia ideologia comunista questi fatti sono unicamente presentati, spesso volutamente scomposti e manipolati come meglio ritenuto, non con lo scopo invece dichiarato di essere analizzati e discussi, ma solo a sostegno delle già definite, superiori, uniche e già tratte definitive inappellabili conclusioni.

Gran parte di questi comportamenti da me osservati sono molto ben descritti e spiegati nell’articolo di Dino Cofrancesco ’Breve guida alla retorica degli sconfitti ‘ che recentemente ho qui riportato.

Vedere tutto questo mi rattrista molto, specialmente dal momento che il nuovo governo Berlusconi sembra volere portare l’Italia verso un cambiamento epocale nel tentativo di riunire opposte forze politiche e idee civilmente e realisticamente moderate verso un costruttivo dialogo comune per il bene del nostro paese. La mia speranza è che questo sia veramente possibile senza il ritorno o il riemergere in primo piano di influenze ideologiche comuniste, distruttive e oltranziste che si celano ancora non troppo nascoste anche nel Partito Democratico, maggiore controparte del nuovo esecutivo.

2 commenti a “Esempi di ultimi vagiti di totalitarismo comunista”

  1. areazione scrive...

    Grazie per i complimenti. Almeno per un comunista come me essere chiamato comunista è un onore.

    Tuttavia sono l’unico in quel progetto.

    Quindi tacciare - qui sì faziosamente - di comunismo un liberale/libertario, un convinto dipietrista, un socialdemocratico e credo, ma non ne sarei certo al 100%, un liberal democratico solo perchè hanno idee diverse dalle tue fa piuttosto ridere.

    Che dire, pensavo fossi un pochettino più accorto della media. Evidentemente mi sbagliavo, mentre i miei collaboratori avevano ragione.

    Saluti

  2. Andyphone scrive...

    Un comunista “come te” areazione è per fortuna libero di essere in questo paese (a differenza che in altri paesi “veri comunisti”), ma è rimasto isolato insieme ad altri in un angolino e non è più utile a niente (se mai lo è stato) ormai talmente disperato da attaccarsi a qualsiasi nuova ideologia che assomigli anche solo un pochetto a quella di un tempo che fu.

    Un comunista che volesse essere utile e costruttivo dovrebbe accorgersene e magari fare un minimo di autocritica invece di confondere vecchie e stanche ideologie e pregiudizi (che siano stalinisti socialdemocratici o dipietristi grillini grilleschi ma tali rimangono) con idee concrete e ragionate, perchè sono due cose ben diverse come nel mio articolo ho ben spiegato.

    Solo il fatto che tu sia venuto qua a replicare comunque è forse per te un inizio.

    Ciao.

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