Tutti a Roma!
19 marzo 2010
Direi che l’idea di una bella manifestazione l’avevo da tempo anche se io per manifestare direi non ci sono proprio, solo che la decisione non arrivava mai…
Noi elettori del PdL sembriamo essere sempre silenziosi ad ascoltare chi a noi si oppone sbraitare i loro improperi con tutti i mezzi possibili pur di riprendersi o mantenere il potere senza il quale non sembrano sopravvivere: in tv, sulla stampa, nelle piazze e attraverso altri loro mezzucci non proprio trasparenti. Probabilmente si trattava solo di aspettare il momento giusto per una contromossa; e quale momento più adatto di quello attuale?
Dunque tutti a Roma il 20 marzo a manifestare la nostra voglia di continuare a cambiare questo nostro paese! e un bel pernacchione democratico a chi cerca di fermarci con ogni mezzo.
Italia di mele marce o di forcaioli eversivi?
16 febbraio 2010

La nostra Italia è un paese strano si sa e ancor più lo sono alcune categorie di italiani tra i quali includerei molti politici, alcuni magistrati, e diversi giornalisti: un consistente numero di personaggi appartenenti a queste categorie sembra avere come unico scopo della propria vita la distruzione del proprio paese.
Da ormai due anni abbiamo un governo democraticamente eletto che nonostante il periodo di assoluta crisi economica mondiale ha fatto diverse cose, risolto diversi problemi, affrontato situazioni non facili, e sta portando avanti i suoi progetti, questi progetti possono piacere o meno ma comunque sembrano in buona parte andare avanti spediti.
Malati cronici di antiberlusconismo
22 maggio 2008
Nel mio ultimo articolo avevo scritto come la sinistra radicale dimostri di rimanere attaccata al suo odio contro Berlusconi e affini, nonostante la totale sconfitta subita alle ultime elezioni che sembrava sancire la fine di una certa maniera ideologizzata di fare (o non fare) politica. Scrivevo che a ruota seguiva l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, anche lui più che mai afflitto da patologie varie di antiberlusconismo ormai inguaribili, mentre mi auguravo che il “nuovo” Partito Democratico di Walter Veltroni (detto “Uolter se po’ fa’”) si fosse avviato veramente verso il dialogo costruttivo con il nuovo esecutivo dimenticando le vecchie ideologie comuniste di un tempo per il bene del paese. Putroppo anche questa ultima speranza è durata poco…
Esempi di ultimi vagiti di totalitarismo comunista
14 maggio 2008
Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l’evento e si sarebbero fatte un bell’esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato… Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.
L’ultima (si spera) “Viscata”
5 maggio 2008
Eravamo convinti di esserci liberati una volta per tutte di questo ultimo governicchio Prodi prima sfiduciato e poi spodestato definitivamente con le ultime elezioni, ma invece alcuni suoi rappresentati (dimostratisi sempre tra i più “intrapendenti” devo dire) invece di occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione (come vorrebbe la nostra Costituzione) prima di lasciare definitivamente i loro uffici (direi mentre erano proprio sulla porta) hanno ben pensato di lasciarci qualche ricordo fondato sulle loro malate ideologie… giusto per…
Breve guida alla retorica degli sconfitti
4 maggio 2008
Apprezzo e riporto questa a mio avviso stupenda analisi di Dino Cofrancesco da www.loccidentale.it , riguardo l’impossibiltà della parte uscita perdente da queste ultime elezioni di ammettere il fallimento della loro retorica e comprendere cosa è accaduto.
Le ultime elezioni politiche hanno approfondito l’abisso tra ‘paese reale’ e ‘paese intellettuale’. Se si fosse votato nelle Università—e soprattutto nelle Facoltà umanistiche–, negli istituti di cultura, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi (Mediaset compresa!), negli uffici editoriali, il centro-destra forse non avrebbe superato la soglia di sbarramento che ha penalizzato l’Arcobaleno. Avendo, invece, esteso il diritto elettorale alle ‘masse’—nel significato dato al termine da José Ortega y Gasset ne La rebellion de las masas—l’esito della chiamata alle urne è stato assai diverso. Non pertanto gli sconfitti si rassegneranno alla débacle.
03 maggio 2008 – di Dino Cofrancesco














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