Eravamo convinti di esserci liberati una volta per tutte di questo ultimo governicchio Prodi prima sfiduciato e poi spodestato definitivamente con le ultime elezioni, ma invece alcuni suoi rappresentati (dimostratisi sempre tra i più “intrapendenti” devo dire) invece di occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione (come vorrebbe la nostra Costituzione) prima di lasciare definitivamente i loro uffici (direi mentre erano proprio sulla porta) hanno ben pensato di lasciarci qualche ricordo fondato sulle loro malate ideologie… giusto per…

Con un provvedimento a firma del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco (vi ricorda niente?) è stata autorizzata ed effettuata la pubblicazione sul sito web dell’Agenzia delle Entrate delle dichiarazione dei redditi relative all’anno 2005 di tutti i cittadini italiani (oltre 38 milioni) senza alcun controllo o protezione, tanto che è stato semplicissimo per molti scaricare tutti questi dati sul proprio computer nel giro di poche ore. Il sito in questione è rimasto infatti intasato e bloccato a causa dei tanti morbosi spioni impegnati a cercare il reddito del vicino, collega, o parente (ah noi popolo italiano evoluto) fino a che il Garante della Privacy, che si è dichiarato non informato dei fatti (pensate un po’) ha richiesto di bloccare la grottesca (prendiamola a ride’) operazione.

L’Agenzia delle Entrate e il viceministro Visco si sono subito affrettati a spiegare che tutto era in regola, che la trasparenza era necessaria e autorizzata, che tali dichiarazioni sono già dopotutto disponibili presso i comuni, e che lo fanno anche negli USA (?!)… Per l’esattezza Visco ha dichiarato “basta guardare i tanti telefilm americani” (!!!); appurato che sembra appunto di telefilm ‘made in USA’ ne guardi troppi senza capirci però poi un granché, forse sarebbe stato il caso di toglierli un po’ di tv e mandarlo a letto più presto la sera invece di farlo viceministro?!

Mi soffermo appena sulla questione della moralità ed etica di un provvedimento del genere attuato in tali termini, sulle ragioni del buon senso (questo sconosciuto), sul fatto che lo stato dovrebbe tutelare e proteggere i propri cittadini, sul fatto che il Garante della Privacy sia stato totalmente snobbato, sugli effetti distruttivi in ambito sociale di tali operazioni (pensate appunto al vicino di casa o al collega che già pensa che voi guadagniate pure troppo), sul fatto che le dichiarazioni debbano sì essere consultabili come già lo sono (mettiamo nel caso di processi o divorzi tra coniugi) ma certamente solo in modi che ne controllino motivi e metodi di accesso, e sul fatto che Visco spara cavolate enormi (dette bugie) quando dice che in USA ciò viene fatto (viva l’ignoranza di chi dovrebbe curare l’amministrazione e gli interessi dello stato)…

Passo più volentieri a indicare le leggi che sono state secondo me (ma non solo secondo me) violate deliberatamente e che dovrebbero comportare a mio avviso procedimenti anche penali (per diffusione di dati protetti) nei confronti di Visco e di chiunque abbia avuto parte in tutto questo:

L’accessibilità ai documenti amministrativi (tra cui le dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani) è regolata dalla legge 241/90 (modificata poi in parte dalla legge 15/05), all’articolo 25 comma 2 di tale legge si trova indicato che: “La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Essa deve essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente” (dunque si suppone presso l’Agenzia delle Entrate centrale o del comune di interesse), e all’articolo 24 comma 6d è precisato invece che può essere deciso di oppore rifiuto a tale accesso “quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono” (dunque dubito alquanto che un cittadino possa averne accesso solo perchè vuole farsi gli affari del vicino o del collega), inoltre sempre l’articolo 24 comma 7 precisa che “Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici” (dunque come scrivevo giustamente non si tratta di documenti segreti perchè possono essere richiesti quando necessario).

Il fatto che la legislazione sopra indicata sia stata totalmente (e io direi deliberatamente) ignorata con oltretutto presunzione e arroganza (verso le istituzioni dello stato e dei suoi cittadini) da Visco e da chi con lui ha combinato questa cosa e il fatto che tutte questi documenti anche se non più pubblicati ufficialmente siano comunque stati da molti copiati e siano tutt’ora liberamente diffusi (anche a pagamento) dovrebbe bastare per procurare ai colpevoli un bel po’ di guai giudiziari… e così mi auguro vivamente.

Il Codacons (una delle associazioni a tutela dei diritti dei consumatori) nel frattempo ha deciso per ragioni molto simili a quelle qui sopra da me elencate di sporgere denuncia contro Visco e i suoi collaboratori, e offre la possibilità ai cittadini di richiedere un risarcimento danni tra i 500 e i 1.000 Euro tramite un modulo disponibile sul loro sito a questa pagina. Personalmente sono contrario a qualsiasi richiesta di danni perchè ogni eventuale risarcimento sarebbe pagato con i soldi dell’Agenzia delle Entrate (cioè con i nostri) a meno che non lo paghi Visco di tasca sua (magari con anche l’aiuto di Prodi che l’ha messo là!). Mi auguro invece di tutto cuore che Visco e chi con lui ha avuto un ruolo in tutto questo riceva qualche condanna esemplare, anche per impedire che in futuro altri ministri o viceministri con tali “raptus ideologici” possano farsi venire in mente di attuare simili assurdità.

Non mi dilungo ulteriormente nello spiegare la base ideologica che sta dietro a questa azione del viceministro (ormai trombato si spera definitivamente), perchè ormai sul comunismo e marxismo ho scritto in passato a sufficienza e altro mi ritroverò a scrivere certamente in futuro (annusata l’aria che tira tra le fila della nuova opposizione al governo Berlusconi). Ribadisco solo la necessità di tutelare l’Italia da ulteriori azioni di questi personaggi prima che il nostro paese finisca veramente in totale rovina.