Nel mio ultimo articolo avevo scritto come la sinistra radicale dimostri di rimanere attaccata al suo odio contro Berlusconi e affini, nonostante la totale sconfitta subita alle ultime elezioni che sembrava sancire la fine di una certa maniera ideologizzata di fare (o non fare) politica. Scrivevo che a ruota seguiva l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, anche lui più che mai afflitto da patologie varie di antiberlusconismo ormai inguaribili, mentre mi auguravo che il “nuovo” Partito Democratico di Walter Veltroni (detto “Uolter se po’ fa’”) si fosse avviato veramente verso il dialogo costruttivo con il nuovo esecutivo dimenticando le vecchie ideologie comuniste di un tempo per il bene del paese. Putroppo anche questa ultima speranza è durata poco…

» Leggi il resto di questo articolo »

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • email
  • oknotizie
  • Twitter

Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l’evento e si sarebbero fatte un bell’esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato… Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.

» Leggi il resto di questo articolo »

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • email
  • oknotizie
  • Twitter

Apprezzo e riporto questa a mio avviso stupenda analisi di Dino Cofrancesco da www.loccidentale.it , riguardo l’impossibiltà della parte uscita perdente da queste ultime elezioni di ammettere il fallimento della loro retorica e comprendere cosa è accaduto.

Le ultime elezioni politiche hanno approfondito l’abisso tra ‘paese reale’ e ‘paese intellettuale’. Se si fosse votato nelle Università—e soprattutto nelle Facoltà umanistiche–, negli istituti di cultura, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi (Mediaset compresa!), negli uffici editoriali, il centro-destra forse non avrebbe superato la soglia di sbarramento che ha penalizzato l’Arcobaleno. Avendo, invece, esteso il diritto elettorale alle ‘masse’—nel significato dato al termine da José Ortega y Gasset ne La rebellion de las masas—l’esito della chiamata alle urne è stato assai diverso. Non pertanto gli sconfitti si rassegneranno alla débacle.

[...] continua qui [...]

03 maggio 2008 – di Dino Cofrancesco

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • email
  • oknotizie
  • Twitter

Logicamente era prevedibile: sfasciatosi ormai il governo Prodi tutta la sinistra si prodiga nel prendere tempo per rimettere insieme i cocci (ammesso sia possibile) utilizzando come scusa principale la necessità di varare una nuova legge elettorale, mentre invece la destra sapendo di avere al momento la maggioranza dei consensi elettorali si è completamente dimenticata del problema (o meglio falso problema) della legge elettorale e vuole andare immediatamente al voto.

» Leggi il resto di questo articolo »

Condividi questo articolo:
  • Facebook
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • email
  • oknotizie
  • Twitter