Nel mio ultimo articolo avevo scritto come la sinistra radicale dimostri di rimanere attaccata al suo odio contro Berlusconi e affini, nonostante la totale sconfitta subita alle ultime elezioni che sembrava sancire la fine di una certa maniera ideologizzata di fare (o non fare) politica. Scrivevo che a ruota seguiva l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, anche lui più che mai afflitto da patologie varie di antiberlusconismo ormai inguaribili, mentre mi auguravo che il “nuovo” Partito Democratico di Walter Veltroni (detto “Uolter se po’ fa’”) si fosse avviato veramente verso il dialogo costruttivo con il nuovo esecutivo dimenticando le vecchie ideologie comuniste di un tempo per il bene del paese. Putroppo anche questa ultima speranza è durata poco…

Questa mattina il governo ha presentato degli emendamenti (correzioni o aggiunte) ad un decreto di legge dell’ultimo governo Prodi che deve ora essere convertito in legge: tale legge (n. 59 del 8 aprile 2008) riguarda l’adeguamento ad una serie di obblighi comunitari (Comunità Europea). L’attuale governo ha pensato di aggiungere alcuni altri adeguamenti, tra cui la richiesta di modifica di alcune norme relative l’assegnazione delle nuove frequenze per il digitale terrestre (la nuova tv digitale a cui tutto il sistema televisivo terrestre sarà convertito entro qualche anno). La Comunità Europea aveva infatti aperto una procedura di infrazione chiedendo all’Italia di adeguare le proprie leggi ad alcune direttive, e questo doveva essere già stato fatto dal precedente governo come spiegato anche in questo articolo di Repubblica (sempre di parte ma esplicativo). Data la scadenza ormai passata il governo si è dunque solamente adeguato il prima possibile chiedendo di inserire questi emendamenti a tale decreto legge, prima che la Comunità Europa come minacciato deferisca la questione alla Corte di Giustizia Europea.

Apriti cielo… Come si parla di televisione nella sinistra probabilmente scatta un qualche odio atavico impossibile da trattenere, e subito la malattia inguaribile dell’antiberlusconismo prende il controllo dei loro (aihmé già limitati) neuroni: ecco dunque che fomentata da Antonio di Pietro tutta la sinistra compatta (con l’UDC di Casini che prende a sua volta la palla al balzo per farsi un po’ sentire) si scaglia contro gli emendamenti presentati, accusando il governo di pianificare “l’ennesima” (?) legge “ad-personam” per Berlusconi… Triste lo so, ma così è…

Subito l’opposizione ha dovuto trovare una giustificazione all’infame accusa ed ha in modo subdolo tirato fuori un riferimento ad un altra famosa e vecchia diatriba (questa volta già passata pure dalla Corte di Giustizia Europea) riguardo l’assegnazione delle frequenze di trasmissione non digitali ma analogiche e che contrappone da anni il canale Rete 4 e Europa 7, accusando il governo di volere aggirare l’annoso problema (in favore dell’odioso Berlusconi e della “sua creatura” Mediaset) con gli emendamenti presentati (soprannominati da Di Pietro “salva-Rete4″); la questione però non c’entra assolutamente niente con l’assegnazione delle frequenze digitali oggi discussa, e tantomeno è pertinente ogni riferimento alla diatriba tra Rete 4 e Europa 7 che invece è ancora in discussione presso il Consiglio di Stato come spiegato in questo altro articolo di Repubblica (sempre di parte ma con indicati i fatti salienti).

La questione si è fatta ancora più calda quando Fedele Confalonieri (presidente di Mediaset) interpellato sulla questione ha nientepopodimenoche definito la decisione del governo giustamente “sacrosanta”… L’Italia dei Valori si è ancora di più aizzata stile dobermann contro Berlusconi dichiarando “visto? lo dice anche Confalonieri”… (pura imbecillaggine la loro o totale malafede?). C’è da notare appunto che pure l’ex Ministro delle Comunicazioni Gentiloni lo scorso anno nell’articolo di Repubblica che avevo prima riportato diceva a sua volta che la questione è “sacrosanta” (anche se lui la cosa non l’aveva risolta)… Dunque incredibile: Gentiloni e Confalonieri concordano usando pure le stesse parole! :-) Peccato che invece ora Gentiloni sia tra coloro che accusano il governo di fare leggi “ad- personam”… Dunque la questione non solo non era sacrosanta, ma addirittura si è trasformata in qualcosa che non è mai stato!

 A questo link trovate trascritta l’esauriente spiegazione data questa mattina in parlamento dal Sottosegretario Paolo Romani, spiegazione però tutt’ora ignorata da tutta l’opposizione che preferisce  sbandierare la questione contro Berlusconi e che lo ha fatto oggi facendo perdere un intero giorno di inutili discussioni alla Camera dei Deputati.

Cosa rimane da dire… Ancora una volta mi fa tristezza vedere la malafede di questa sinistra tutta ancora immersa nella ideologia comunista, nell’odio, nella malafede, nella mistificazione dei fatti, sfruttatrice dell’ignoranza dei cittadini… Tutto questo per quale motivo? Forse è unicamente quello di nascondere le loro debolezze e incapacità dimostrate da sempre, con dentro di loro solo invidia e rancore verso un governo che al contrario di loro di idee e progetti concreti ne ha. Questi loro comportamenti che proseguono ormai da anni basati unicamente su di una ideologia malata hanno portato solo danni al nostro paese; pagheranno mai per questo?

Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l’evento e si sarebbero fatte un bell’esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato… Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.

Buona parte di coloro che si identificano ancora nelle ideologie di sinistra estrema, anche se in parte migrati verso la cosidetta “sinistra riformista” del nuovo Partito Democratico o verso il rinato “giustizialismo” dell’Italia dei Valori, ancora non hanno capito cosa è successo e si ostinano anche di fronte ai fatti compiuti.

Non mi voglio perdere in spiegazioni e ragionamenti che in buona parte non sono nemmeno in grado di fare dato che analizzare tali menti contorte è per me spesso impossibile, ma utilizzando il grande mezzo che è Internet (e una bella ricerca su Google) e girando tra vari blog e forum politici della rete si trovano eclatanti esempi di tale ideologia purtroppo ancora più alimentata dalla sconfitta elettorale.

Un esempio molto attuale visto anche il recente nuovo imperterrito tentativo di delegittimare e infagare qualsiasi parte che non la pensi allo stesso modo, si trova nei vari blog dedicati a Marco Travaglio (specie dopo la sua recente accusa a Schifani), Beppe Grillo (reduce dalla sua ultima educativa giornata del “vaffanculo a tutti”), o Antonio Di Pietro (che ancora soffre per non essere riuscito a rovinare Berlusconi)… Personaggi ormai secondo me destinati a diventare gli “eroi moderni” della ideologia comunista e marxista che solo in Italia sembra sopravvivere a tali livelli.

Leggendo e ascoltando cosa queste menti e chi li supporta hanno da dire si ha una chiara visione della loro convinta e pregiudizievole superiorità intellettuale forse utilizzata per nascondere perfino a loro stessi grandi insicurezze e frustrazioni, dell’odio e della rabbia che per ragioni a me incomprensibili coltivano dentro di loro, dell’incapacità di vedere le cose sotto diversi punti di vista o di minimamente analizzare pensieri distanti dai loro, dello spesso malcelato razzismo verso coloro che non si “adeguano al loro pensiero unico” (ideologia purtroppo molto pericolosa), della demonizzazione e delegittimazione delle idee a loro contrarie, della loro incapacità di analizzare fatti o accadimenti in modo minimante oggettivo, della loro capacità di assumere come fondata qualsiasi informazione o tesi che sostenga i loro pregiudizi, della loro convinzione del dovere “inculcare” in qualche modo negli altri il loro “pensiero unico” perchè sola ragione e verità. Come si possa definire o comprendere tutto questo non lo so: non si tratta di semplice ignoranza, ma forse di un modo per sfogare la propria impotenza di fronte ai tanti ostacoli e problemi della vita? Se così fosse si tratterebbe sicuramente del modo meno costruttivo e più pericoloso che conosca per affrontare la questione, e nella mia ignoranza sulle soluzioni azzarderei perlomeno a consigliare loro un buon psicologo.

Voglio portare come ulteriore esempio di questa mia analisi un blog tra i tanti trovati online chiamato Il Termometro Politico , che mi sono trovato a seguire in questi ultimi giorni e nel quale ho anche inserito alcuni miei commenti principalmente cercando di valutare il tipo di reazioni e risposte a pensieri diversi da quelli espressi da chi lo gestisce e frequenta. Sicuramente si possono trovare molti blog politici ideologizzati strutturati in maniera simile nella rete, ma questo che appare ancora non troppo frequentato mi sembrava l’ideale per cercare di comprendere meglio un certo modo di ragionare (se così possiamo definirlo). Il risultato è stato abbastanza scontato purtroppo: trovando mentalità prevenute, stracolme di pregiudizi, chiuse, incapaci di analisi minimamente oggettive al di fuori dei loro schemi ideologici precostituti. La cosa per me più negativa e deprimente è che tale blog presenta pure fatti importanti e articoli interessanti (anche se al 99% ricavati da fonti esterne) che meriterebbero magari seri approfondimenti: putroppo invece nella tipica vecchia ideologia comunista questi fatti sono unicamente presentati, spesso volutamente scomposti e manipolati come meglio ritenuto, non con lo scopo invece dichiarato di essere analizzati e discussi, ma solo a sostegno delle già definite, superiori, uniche e già tratte definitive inappellabili conclusioni.

Gran parte di questi comportamenti da me osservati sono molto ben descritti e spiegati nell’articolo di Dino Cofrancesco ’Breve guida alla retorica degli sconfitti ‘ che recentemente ho qui riportato.

Vedere tutto questo mi rattrista molto, specialmente dal momento che il nuovo governo Berlusconi sembra volere portare l’Italia verso un cambiamento epocale nel tentativo di riunire opposte forze politiche e idee civilmente e realisticamente moderate verso un costruttivo dialogo comune per il bene del nostro paese. La mia speranza è che questo sia veramente possibile senza il ritorno o il riemergere in primo piano di influenze ideologiche comuniste, distruttive e oltranziste che si celano ancora non troppo nascoste anche nel Partito Democratico, maggiore controparte del nuovo esecutivo.

Apprezzo e riporto questa a mio avviso stupenda analisi di Dino Cofrancesco da www.loccidentale.it , riguardo l’impossibiltà della parte uscita perdente da queste ultime elezioni di ammettere il fallimento della loro retorica e comprendere cosa è accaduto.

Le ultime elezioni politiche hanno approfondito l’abisso tra ‘paese reale’ e ‘paese intellettuale’. Se si fosse votato nelle Università—e soprattutto nelle Facoltà umanistiche–, negli istituti di cultura, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi (Mediaset compresa!), negli uffici editoriali, il centro-destra forse non avrebbe superato la soglia di sbarramento che ha penalizzato l’Arcobaleno. Avendo, invece, esteso il diritto elettorale alle ‘masse’—nel significato dato al termine da José Ortega y Gasset ne La rebellion de las masas—l’esito della chiamata alle urne è stato assai diverso. Non pertanto gli sconfitti si rassegneranno alla débacle.

[...] continua qui [...]

03 maggio 2008 - di Dino Cofrancesco

Logicamente era prevedibile: sfasciatosi ormai il governo Prodi tutta la sinistra si prodiga nel prendere tempo per rimettere insieme i cocci (ammesso sia possibile) utilizzando come scusa principale la necessità di varare una nuova legge elettorale, mentre invece la destra sapendo di avere al momento la maggioranza dei consensi elettorali si è completamente dimenticata del problema (o meglio falso problema) della legge elettorale e vuole andare immediatamente al voto.

Il problema della legge elettorale è appunto una grande bufala che inizialmente ci aveva propinato la sinistra appena vinte (si fa per dire) le ultime elezioni, al fine di giustificare la loro incapacità di governare. Avendo ‘vinto’ allora con solo il 5 per mille dei voti in più rispetto alla parte avversaria (come scrissi a suo tempo nell’articolo L’Italia svolta a sinistra) e non volendo venire a patti con la destra per formare un governo di ‘larghe intese’ (quello che vorrebbero fare invece ora pur di non andare nuovamente ad elezioni) preferirono comportarsi come dei vincitori assoluti, per poi dare colpa alla legge elettorale se non riuscivano a governare decentemente dati gli scarsi numeri al Senato e la divisione nel paese.

La domanda che mi feci anche allora è: volevano forse una legge elettorale che gli permettesse di governare anche con poche migliaia di voti in più? Non credo sia possibile e nemmeno giusto creare una legge del genere: se il paese è in effetti spaccato a metà non sarebbe forse il caso di accordarsi per governare insieme alla parte avversaria? Berlusconi allora lo propose, ma figuriamoci… Prodi diceva di avere vinto e di volere fare chissà cosa…

La legge elettorale attuale in effetti non è delle migliori che si potessero creare secondo me, anche se sempre migliore delle precedenti: il premio di maggioranza al Senato assegnato su base regionale mi sembra una cavolata, e l’assenza di sbarramenti per limitare il numero di partitini presenti non è un bene (nota: Come alcuni lettori mi scrivono ho sbagliato e questo sbarramento per fortuna invece esiste rendendo la legge pure migliore di quello che già pensavo). Fu alla fine ripudiata pure dal suo ideatore principale (il leghista Calderoli) per le troppe modifiche apportate a causa delle richieste dell’UDC di Casini e dell’allora Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi (queste cose nessuno mai le ricorda). C’è però appunto da notare che non fu la legge elettorale la causa dall’ingovernabilità del paese da parte della sinistra; essendo questa la principale bufala che ci è stata raccontata.

Negli ultimi mesi principalmente su richiesta del Presidente della Repubblica Napolitano le varie forze politiche hanno cercato, ognuna a modo suo, di mettere insieme una nuova legge elettorale da votare in parlamento. La sinistra non ha potuto non darsi da fare in tale senso avendo urlato tanto su quanto la attuale legge non gli permettesse di governare (grande bufala), e la destra in particolar modo grazie a Berlusconi a sua volta ha cercato di darsi da fare per varare una nuova legge e magari convincere subito dopo il Presidente della Repubblica della necessità di andare al voto viste le divisioni nel paese (buona strategia in effetti). Nonostante le apparenti buone volontà di entrambi le parti però in tanti mesi non si è giunti a nessuna conclusione, specialmente a causa dei litigi interni ai partiti della sinistra (in primis nel nuovo Partito Democratico che io ribattezzerei Partito Disordinato).

Ora come ora il paese chiede nuove elezioni essendosi accorto dell’errore commesso due anni fa, dunque elezioni siano! Dubito alquanto che finiremmo in una situazione simile alla precedente (con l’Italia divisa a metà) dato che alla sinistra ormai credono in pochi, mentre chi prima dubitava della destra si è accorto (spero) che è l’unica parte in grado di fare qualcosa per il nostro paese al momento. Eviteremmo così la necessità di eventuali intese destra-sinistra e potremmo avere un nuovo e decente governo, lasciando la sinistra all’opposizione a riflettere sulle loro magagne (se mai ne fossero capaci invece di darsi solo all’antiBerlusconismo).

Sarà dura comunque: il Presidente della Repubblica Napolitano tifa sicuramente per la sinistra e così tutti i Senatori a vita e l’ex Presidente del Consiglio; cercheranno dunque non di fare l’interesse del paese ma solo di tirarla per le lunghe per organizzarsi nuovamente con la loro folle paura di vedere nuovamente Berlusconi al governo, e cercando di darci a bere questa bufala (si era capito bufala o devo ripeterlo) della necessità assoluta di una nuova legge elettorale prima delle prossime elezioni.

Spero che nessuno cercherà di giocare troppo (o perlomeno non troppo a lungo) con la nostra Costituzione, e mi rivolgo in particolare a chi questa dovrebbe e dice di salvaguardarla. L’Italia è e deve essere un paese libero.