Italia di mele marce o di forcaioli eversivi?
16 febbraio 2010

La nostra Italia è un paese strano si sa e ancor più lo sono alcune categorie di italiani tra i quali includerei molti politici, alcuni magistrati, e diversi giornalisti: un consistente numero di personaggi appartenenti a queste categorie sembra avere come unico scopo della propria vita la distruzione del proprio paese.
Da ormai due anni abbiamo un governo democraticamente eletto che nonostante il periodo di assoluta crisi economica mondiale ha fatto diverse cose, risolto diversi problemi, affrontato situazioni non facili, e sta portando avanti i suoi progetti, questi progetti possono piacere o meno ma comunque sembrano in buona parte andare avanti spediti.
Esempi di ultimi vagiti di totalitarismo comunista
14 maggio 2008
Dopo la sconfitta della sinistra radicale alle ultime elezioni, che non mi aspettavo così dirompente, ho subito pensato che le menti comuniste impregnate di ideologie ormai non più riconosciute nella maggioranza del nostro pianeta (e finalmente anche in Italia) avrebbero metabolizzato l’evento e si sarebbero fatte un bell’esame di coscienza per comprendere infine di avere sbagliato tutto o quasi. Purtroppo non ci ho per niente indovinato… Quello che secondo loro ha sbagliato è invece tutto il resto del paese.
Breve guida alla retorica degli sconfitti
4 maggio 2008
Apprezzo e riporto questa a mio avviso stupenda analisi di Dino Cofrancesco da www.loccidentale.it , riguardo l’impossibiltà della parte uscita perdente da queste ultime elezioni di ammettere il fallimento della loro retorica e comprendere cosa è accaduto.
Le ultime elezioni politiche hanno approfondito l’abisso tra ‘paese reale’ e ‘paese intellettuale’. Se si fosse votato nelle Università—e soprattutto nelle Facoltà umanistiche–, negli istituti di cultura, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi (Mediaset compresa!), negli uffici editoriali, il centro-destra forse non avrebbe superato la soglia di sbarramento che ha penalizzato l’Arcobaleno. Avendo, invece, esteso il diritto elettorale alle ‘masse’—nel significato dato al termine da José Ortega y Gasset ne La rebellion de las masas—l’esito della chiamata alle urne è stato assai diverso. Non pertanto gli sconfitti si rassegneranno alla débacle.
03 maggio 2008 – di Dino Cofrancesco
L’Italia liberata
30 aprile 2008
Quella che abbiamo ricevuto grazie al voto degli italiani il 14 aprile 2008 (oltre al 28 aprile 2008 a Roma) è una nuova Italia, liberata finalmente dall’oppressione ideologica comunista che la governa ormai da troppi anni. Forse esagero perchè l’ideologia rimane comunque in forse troppi cervelli come ancora abbiamo potuto vedere anche negli ultimi giorni, ma credo comunque di potere dire che l’Italia ha deciso di rinnovarsi e di lasciarsi indietro i molti errori fatti; dopo avere visto la giusta fine del peggior governo della nostra storia possiamo sperare finalmente in un futuro migliore.













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